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18/08/2005

Lettera aperta al Presidente della Commissione Statuto Melilla

Dott. Gianni Melilla,

Gentile Presidente Melilla,
sono a scriverLe in merito ad un suo intervento su di un giornale locale in qualità di Presidente della Commissione Statuto della Regione Abruzzo per meglio capire il senso di Sue alcune affermazioni che potrebbero essere travisate dai 280.000 abitanti dell’Abruzzo Meridionale. In codesta intervista, tra le tante cose condivisibili dette, tra le quali il ritorno ai 40 consiglieri regionali numero più che sufficiente per una Regione come l’Abruzzo, Lei punta il dito sulla proliferazione di Aziende ed Enti Regionali definendo eccessivi il ricorso a 6 Asl, 6 Ater, 6 Ato con altrettante aziende aquedottistiche, decine di consorzi industriali e di bonifica. Ci permetta di farLe notare però che tra le sue parole abbiamo sicuramente colto un grave attacco alla flebile autonomia di intere parti d’Abruzzo, sicuramente le più deboli e trascurate dalle classi dirigenti abruzzesi degli ultimi 20 anni. Ed in particolar modo ci riferiamo ai territori della Frentania, (da Ortona a Vasto passando per Lanciano ed Atessa), della Marsica e della Vallata Peligna che come ben Lei saprà, sono stati utilizzati per decenni come serbatoi elettorali ma mai riconosciuti come territori aventi pari dignità rispetto ai quattro capoluoghi di provincia. Caro Presidente 6 è un numero magico che non deve essere cambiato perché 6 sono i comprensori abruzzesi e 6 sono le popolazioni che meritano ugual rispetto ed ugual considerazione. Tornare indietro vuol dire portare un attacco al cuore delle legittime aspirazioni di crescita economica, sociale e culturale di territori importanti della nostra Regione. Semmai il vero grande nodo irrisolto che la Politica abruzzese non ha mai voluto affrontare è quello dell’assurdità di due città capoluogo di Provincia, Chieti e Pescara, distanti 10 chilometri l’una dall’altra, sedi di due Asl e due Ater, e di converso un territorio sterminato come quello frentano lasciato completamente all’abbandono dalle Istituzioni. E sicuramente in un’Italia che sta portando avanti un faticoso ma necessario percorso di decentramento, avvicinando così le Istituzioni ai cittadini, i rigurgiti centralisti abruzzesi provenienti da esponenti politici dei 4 capoluoghi di provincia non possono certamente lasciarci indifferenti. Non ci riferiamo certamente a Lei che si è sempre dimostrata persona saggia e lungimirante, una persona aperta al dialogo ed al confronto che siamo sicuri inizierà con noi, genti d’Abruzzo finora discriminate, per la costruzione di uno Statuto delle Autonomie condiviso e nel quale possano riconoscersi tutti i cittadini della nostra Regione, ma ci riferiamo ad alcune scelte che abbiamo contestato fin dall’inizio perché ampiamente discriminatorie nei confronti dell’Abruzzo del Sud quali ad esempio l’esclusione dalla Giunta Regionale di esponenti della Frentania. Il discorso da affrontare in questa sede, secondo noi, è però un altro ancora: il problema non è nel numero di Aziende ed Enti Regionali ma nelle scelte che vengono effettuate dalla Politica e dai partiti quando vengono nominati i dirigenti preposti al funzionamento di tali Enti e di tali Aziende. La popolazione della Frentania si augura di cuore che finalmente vengano effettuate delle scelte coraggiose privilegiando la competenza all’appartenenza; quello che Le chiediamo caro Presidente è di farsi portavoce delle nostre istanze nelle stanze dei bottoni, nei luoghi dove si effettuano le scelte. Perché sia ben chiaro a tutti, il nostro territorio non potrà accettare supinamente lo scempio delle nomine effettuate dalla Giunta precedente che tanti guasti ha prodotto sul territorio. Un passo indietro della politica a vantaggio di persone competenti: questo è quello che si attende la gente, questo è quello che Le chiediamo Presidente Melilla. A tal proposito sappia che siamo pronti e disponibili ad un confronto serio e serrato sui problemi che attanagliano il nostro comprensorio ed a tal proposito siamo ad invitarLa ad una tavola rotonda nella data che Lei riterrà più compatibile con i Suoi impegni Istituzionali. Certi di un Suo riscontro alla presente, colgo l’occasione per porgerLe i più distinti saluti.


Lanciano, 18/08/05

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